I racconti cinesi: astratto o concreto?

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In Cina il racconto è la forma letteraria per antonomasia, è questo tipo di narrazione a portare al successo gli scrittori cinesi e a forgiarne il percorso nel mondo della letteratura. In Italia, invece, il racconto è una forma letteraria che non ha grande successo, viene ritenuto troppo breve e poco emozionante.

Senza giri di parole

Chiunque abbia provato a leggere dei racconti Cinesi, si accorge subito dello stile totalmente diverso rispetto a ciò che si è abituati a leggere in Italia. Ciò che contraddistingue questi racconti è la presenza di un forte collegamento alla realtà, a ciò che è concreto. Nei racconti cinesi non c’è spazio per l’immaginazione, i fatti vengono descritti per quello che sono senza far emergere dubbi o domande al lettore, senza interposizioni. Ciò che viene raccontato fa trasparire una grande sincerità, permettendo ai lettori di calarsi immediatamente nel contesto del racconto. Queste differenze così evidenti sono date dalle differenze concettuali tra due culture così diverse tra di loro.

Per capire meglio come sono strutturate queste narrazioni, è sufficiente prendere come esempio alcuni racconti di autori cinesi.

 

Le barriere della realtà

Il primo brano che può fungere da esempio è “Prugne grandi come carbonelle” di Liu Xinwu, autore di narrativa e insegnante cinese.

Quello che colpisce maggiormente è l’inizio di questo racconto: un vecchio che entra in una casa di riposo e sembra, guardando con occhi esterni, che voglia molestare una paziente. È un’immagine forte, diretta, che non lascia nessun dubbio su quello che sta per succedere in quel luogo insolito. Leggendo si rimane colpiti dalla durezza delle parole, ma anche dalla sensazione di essere entrati in una realtà tangibile.

Successivamente l’autore inizia a narrare la vita di due bambini, Huo Zhenbao e Lang Yunzhen, e di come abbiano piantato un albero che rimarrà per sempre segno della loro amicizia. La narrazione prende un ritmo incalzante, fino a raggiungere il climax del racconto in cui si scopre che i due anziani presenti nella stanza iniziale sono proprio i due bambini che dopo tanti anni separati si ritrovano. In seguito la tensione decresce perché è arrivata la soluzione del racconto, che ha cambiato completamente, agli occhi del lettore, la circostanza iniziale, così cruda e senza filtri.

“Quel giorno nel mondo erano successe una quantità di cose molto importanti in campo politico, economico e culturale. Ma in un angolo di quel vecchio Hutong, nella stanza della casa di riposo, tra due anonimi settantenni, in un frammento di esistenza rapido come un lampo, nacque un magnifico capolavoro. La storia li avrebbe semplicemente ignorati senza dar loro alcuna importanza. Da questo si può ben comprendere come molte esistenze che hanno un valore universale siano destinate comunque a rimanere fuori dalla storia.”

Differenze a confronto

Per capire ancora di più in profondità le differenze che separano Italia e Cina nel mondo letterario, si possono prendere in considerazione i racconti presenti nel libro “Gli insaziabili. Sedici racconti tra Italia e Cina”. In questa raccolta si nota maggiormente la differenza tra concreto e astratto perchè i racconti cinesi e italiani sono confrontati in modo diretto. Infatti, questi testi sono disposti a gruppi di due e ogni coppia descrive delle situazioni simili, però attraverso un tipo di linguaggio diverso e con risvolti differenti.

Questo è stato un esperimento per poter comprendere maggiormente le differenze che separano questi due mondi nella finzione letteraria. È stato un grande tentativo anche per i sedici autori coinvolti, che, come hanno dichiarato, hanno scoperto cose nuove, aprendo così la mente a nuove prospettive. Gli autori italiani si sono resi conto di questa fortissima intensità di linguaggio che non conoscevano, perché in Italia a volte ci si focalizza troppo sulla lingua letteraria, sull’esercizio linguistico.

 

 

Bibliografia:

  • Rivista caratteri – letteratura cinese contemporanea
  • Gli insaziabili. Sedici racconti tra Italia e Cina, Nottetempo edizioni.
Segui Erica B:
Studentessa di comunicazione interculturale studio il mondo cinese, dalla cultura alla scrittura. Affascinata da un mondo così lontano cerco di scoprirne tutti i segreti e di metterlo a confronto con il nostro. Lettrice compulsiva e curiosa di tutto ciò che ci circonda sono sempre alla ricerca di nuove storie, che poi posso raccontare qui.

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