Jean Webster e il teatro: “Quando i sogni diventano realtà”

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Jean Webster, l’autrice di Papà Gambalunga (Daddy-Long-Legs), era un’appassionata di teatro sin da giovanissima: alla Lady Jane Grey School manifestò una predilezione per il genere e si dilettò nella composizione e rappresentazione di almeno un testo teatrale insieme ad Alice Hale (proprio a causa dell’omonimia con la compagna Webster decise di farsi chiamare Jean, e non con il nome di battesimo: Alice Jane Chandler).1A. and M. Simpson with R. Connor, Jean Webster: Storyteller, Poughkeepsie, Tymor Associates, 1984, pp. 38-40.

Jean Webster
Jean Webster

Questa passione venne coltivata negli anni a seguire: infatti, all’interno dei Jean Webster Papers al Vassar College spicca la presenza di commedie, drammi e melodrammi; tra questi ricordiamo la bozza del testo teatrale del romanzo Jerry Junior (1907-1908 ca.), che rappresentò, solo per esercitarsi, utilizzando alcuni cartoncini 10×15; il dramma in quattro atti Principessa del grano (Wheat Princess), la cui prima stesura risale a maggio-giugno 1908 ca.; e poi Parable for Wives, in tre atti (ottobre 1909 ca.) – che dal titolo potrebbe ricalcare la short story Una parabola per mariti (A Parable for Husbands), poi inserita come ultimo capitolo di Molto rumore per Peter (Much Ado About Peter). Di Parable for Wives abbozzò anche una short story nel febbraio 1910 ca.

Articolo del New York Clipper
Articolo del «New York Clipper»

Nel 1912 ca. iniziò a scrivere Ceylon Tea Plantation – trasformato in Equator e poi in Step Aside, in ricordo di un villaggio irlandese che aveva visitato durante le vacanze estive; e negli ultimi mesi del 1912 delineò la trama di Half a Loaf, che venne accantonato in favore di Papà Gambalunga,2Come dichiarò Webster stessa al «New York Sun» nel 1912, Papà Gambalunga era stato inizialmente concepito come testo teatrale, con protagonista maschile William Hodge, ma per vari motivi prese poi la forma del romanzo epistolare. Vd. A. and M. Simpson with R. Connor, Jean Webster: Storyteller, cit., p. 149. commedia scritta e rivista tra il 1913 e il 1914, poi messa in scena e diretta con l’aiuto di Henry Miller.3Noto attore, regista e produttore teatrale, fu anche manager, tra gli altri, dell’attrice Ruth Chatterton, che interpretò Judy nella commedia di Papà Gambalunga a Broadway. Negli ultimi anni della sua vita, tra il 1913 e il 1915 ca., si dedicò all’abbozzo della commedia di Caro Nemico (Dear Enemy).

Nell’ambito degli scritti teatrali, solo due opere vennero rappresentate davanti al grande pubblico: oltre a Papà Gambalunga che venne apprezzato in importanti teatri americani, si ricorda Quando i sogni diventano realtà (When Dreams Come True), una commedia sentimentale in quattro atti ambientata a Long Island, scritta tra gennaio e marzo 1909 ca. e rivista nel 1910, che avrebbe dovuto intitolarsi The Primrose Way.4A. and M. Simpson with R. Connor, Jean Webster: Storyteller, cit., p. 128.

Il 13 novembre 1909 il settimanale «New York Clipper»5Empire School Gives Play, in «New York Clipper», 13 novembre 1909, p. 2. dedicò un trafiletto alla prima messa in scena, avvenuta giovedì 4 novembre presso l’Empire Theatre di New York grazie all’impegno degli studenti dell’ultimo anno dell’Accademia americana di arti drammatiche (American Academy of Dramatic Arts). La performance, definita in un articolo del «New York Dramatic Mirror» lodevole,6A Creditable Performance, in «The New York Dramatic Mirror», 13 novembre 1909, p. 7. vedeva tra gli attori Enid (“Nana”) Burke (in Hibbard), futura sceneggiatrice, nel ruolo della protagonista Cicely Cosgrove, innamorata del poeta Clifford Carmody (interpretato da Frank P. Giles) che dopo averla sposata parte per l’Europa e solo alla fine del quarto atto perde per sempre il suo amore. Dietro le quinte spiccava il nome di Paul Bern, futuro regista e sceneggiatore, allora al primo anno di accademia.7E.J. Fleming, Paul Bern: The Life and Famous Death of the MGM Director and Husband of Harlowp, Jefferson, McFarland, 2009, p. 14.

Foto antica dell'Empire Theatre di New York
Foto d’epoca dell’Empire Theatre di New York

A cura di Miriam Chiaromonte

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