Un virus benefico come cura alla follia del mondo? Lasciamoci infettare tutti

Un virus benefico come cura alla follia del mondo? Lasciamoci infettare tutti

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«L’intento di questo lavoro è mostrare come oggi sia in atto una vera e propria guerra in cui tutti noi, attraverso un vile sistema di manipolazione dei fatti e dei valori, diveniamo inconsapevolmente vittime e carnefici». (Dalla prefazione).

Leggendo la prefazione possiamo farci un’idea chiara del pensiero filosofico che si nasconde dietro l’autore di questo libro. Pierluigi Dadrim Peruffo, counselor di filosofia dal 2007, ha maturato una riflessione sulla vita umana, e in particolare sulla società occidentale, nella quale possiamo riconoscere i presupposti del pensiero di Martin Heidegger e Friedrich Wilhelm Nietzsche sulla soggettività dell’uomo e la sua affermazione nel mondo attraverso la propria volontà di potenza. L’ambiente manipolato come un oggetto che a sua volta opprime l’uomo. Adorno parlava di sopraffazione massmediatica, per cui pensieri e desideri del cittadino medio occidentale nascono per induzione della pubblicità, merito della tipologia conformista che caratterizza il linguaggio dei mezzi di comunicazione. Peruffo attraversa tali concezioni filosofiche riflettendo sul sistema chiuso e soffocante in cui è imprigionato l’uomo moderno, costretto non solo nelle scelte materiali ma depredato dell’autonomia di pensiero critico, e incapace di tastare la parte più profonda dell’io.

Il libro si divide in cinque capitoli, riguardanti ognuno un tema sociale. Il Virus Benefico è strutturato come un manuale che illustra l’architettura del sistema collettivo contemporaneo, e cerca d’indurre l’uomo all’apertura mentale affinché acquisisca la capacità d’incontrare sé stesso e possa fuggire dal luogo comune: «sentenziare, nascondere la sua ignoranza dietro vuote parole», e il giudizio aprioristico dei fatti e delle persone.

La felicità non si aspetta, si costruisce e si conquista con l’azione, e se la relatività ha dimostrato l’esistenza di un tempo soggettivo, non si giustifica lo scorrere di quest’ultimo senza variazione alcuna nella vita dell’essere. Lo sbaglio non esiste secondo Peruffo: «l’errore è la premessa per ogni nostra possibilità di divenire più saggi e maturi», ogni azione premeditata in un’accezione positiva sarà innocua poiché necessaria come punto di passaggio per attraversare uno stadio di crescita interiore; bisogna solo saper evitare la ripetizione degli errori. Aprirsi, dunque, agli altri e alla vita, imparare a ignorare i pensieri negativi e accogliere anche il più umile dettaglio di noi stessi, in armonia con «il sole, il vento, il nostro respiro, il battito del nostro cuore», e lasciarci stupire dall’improvvisazione, dall’accadimento della novità senza paura per l’ignoto.

Il linguaggio semplice e diretto de Il Virus Benefico può essere compreso da qualunque potenziale lettore, indipendentemente da cultura e formazione. Il libro sembra essere la summa di un lungo percorso che questo nuovo autore ha affrontato empiricamente e teoricamente attraverso i dubbi e le esperienze di un gruppo eterogeneo di follower che da lungo tempo seguono «Il blog di Dadrim», sito ufficiale di scambio e confronto, gestito da Peruffo. Egli lavora su un tessuto variegato di riflessioni e vita vissuta per restituirli sotto forma di semplice “guida all’esistenza”. Un interessante esempio di rielaborazione colta della cultura di massa, e di tutti gli archetipi che ci vengono filtrati dal nostro retaggio culturale occidentale, sclerotizzando i nostri modi di agire, parlare e pensare in circuiti chiusi, costituiti dagli automatismi tipici della società contemporanea.

Un virus benefico come cura alla follia del mondo? Lasciamoci infettare tutti.

di Valentina Solinas

 

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