Descrizione
Nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda (1926), questa raccolta torna alle origini della sua produzione. La leggenda nera e altri racconti giovanili riunisce sedici novelle composte tra il 1888 e il 1892: pagine rare, in gran parte apparse soltanto sulle riviste del tempo e rimaste ai margini delle opere più note. Il volume comprende il noto Sangue sardo accanto a racconti meno conosciuti come Remigia Helder, Il castello di S. Lor, Nell’abisso, Amori fatali, Sulle montagne sarde, Vendette d’amore, Il ritratto, Ignorata ecc. Sono storie di amori impossibili, rivalità, vendette e figure femminili fiere, ambientate tra paesaggi sardi, grotte, montagne e scenari lontani o immaginari. Nella scrittura della giovanissima Deledda convivono il gusto del romanzo d’appendice, l’ombra del gotico, l’energia del melodramma e improvvisi lampi d’ironia. Queste novelle non chiedono di essere lette come opere già compiute, ma come l’officina di una scrittrice in formazione: una testimonianza rara delle sue letture, delle sue prime prove e della tenacia con cui, ancora adolescente, cominciò a trasformare la propria terra e le inquietudini del tempo in letteratura.
«L’igneo sogno della gloria le aveva essiccato la vita, e ora, ora che finalmente s’avvicinava il confine della brughiera desolata, la povera e ignorata artista cadeva sui dumi che le avevano lacerato le carni, gli occhi abbruciati dal miraggio, il cuore arso dalla febbre della gloria.»
EDIZIONE ANNOTATA E ILLUSTRATA.
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871, in una famiglia agiata della borghesia locale. Formò la propria cultura soprattutto da autodidatta e iniziò giovanissima a pubblicare racconti e novelle. Nel 1896, con La via del male, raggiunse il primo importante riconoscimento nazionale. Nel 1900 sposò Palmiro Madesani e si trasferì con lui a Roma, dove proseguì con straordinaria costanza la sua attività letteraria. Tra le sue opere più celebri ricordiamo Elias Portolu (1903), Cenere (1904), L’edera (1908), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915) e La madre (1920). Nel 1926 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Morì a Roma il 15 agosto 1936; il romanzo autobiografico Cosima fu pubblicato postumo nel 1937.
Michela Pollutri, laureata in Lettere Moderne, è editrice dei marchi Caravaggio Editore e Oblivium Edizioni, per i quali è anche illustratrice e grafica. Nel 2026 ha curato l’antologia Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi e il volume di Grazia Deledda La leggenda nera e altri racconti giovanili.









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