Autore:
Matteo Pacini
Collana: Dissertatio
Pagine: 147
Descrizione : Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne
dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto
un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo
legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone
sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi
e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi
aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre
più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima
che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere
quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario
sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta
dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai
in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare
a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che
tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di
riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e
dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento
alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una
schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di
farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e
neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è
bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è
biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi
di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò
che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema
cerebrale, prima che dello stomaco.
Prodotto inserito in catalogo venerdì 12 marzo, 2010.