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Scheda Libro: Esperienza Parallela


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ISBN 9788895437002

Autore: Michela P.

Collana: Narratio

Genere: Romanzo drammatico.

Pagine: 145

Uscita libro: Marzo 2007 - Seconda ristampa Luglio 2007

Rilegato: brossura



Trama : Hai mai desiderato poter tornare indietro? Poter rivivere un determinato momento della tua vita? Questa è la possibilità che viene concessa a Katia, una ragazza tranquilla, ma che nasconde dentro di sé dei segreti inviolabili, rimossi dai tempi dell'infanzia. Vivere nel passato non sarà un sogno idilliaco: si trasformerà pian piano in un incubo surreale, e tornare al presente non sarà così semplice...



RECENSIONI SUL LIBRO



Esperienza Parallela si mette a nudo quasi subito, attraverso uno psicologismo dai contorni definiti, che si accampa un primo piano rispetto ad uno sfondo narrativo che si muove invece a scatti, quasi atti teatrali o quadri scenografici. E' questa, a mio avviso, una delle caratteristiche migliori del romanzo: una capacità visiva del racconto che ricorda l'inquadratura di un obiettivo cinematografico. Katia si muove attraverso ciò che il suo campo visivo è in grado di cogliere, le sue sensazioni mutano con il mutare del paesaggio tramite un'attenzione spasmodica al dettaglio. È quest'ultimo, il dettaglio, che fa la differenza nella narrazione e dà misura di cosa cambi o meno nella storia. Il dettaglio - ciò che non quadra, che stona rispetto all'immagine attesa - è quasi sempre messo in relazione allo scorrere del tempo e mai fine a se stesso. Di come sono fatti i personaggi quasi nulla si sa, le loro caratteristiche fisiche mutano solo in relazione al tempo, mentre la loro psicologia tende ad un'immutabilità atemporale. L'idea di fondo che emerge è di uno straniamento basato sulla sovrapposizione delle diverse immagini: l'apparizione del passato e del futuro si mischiano, interagiscono a livello visivo confondendo il lettore e i personaggi. Sono i parallelismi che fondano la narrazione destrutturando il senso e mettendo costantemente in dubbio, fino alla fine, se e quale sia la giusta realtà. Le diverse esperienze parallele sembrano non in grado di interagire oltre la semplice sovrapposizione di immagine: l'interazione ne provoca quasi automaticamente il dissolvimento. Solo qualche dettaglio, un colpo di spalla, un rumore, uno sguardo perso nel vuoto, sono in grado di bucare il tempo passando da una realtà all'altra. Ciò che il romanzo rivela è il passaggio del tempo: l'attraversamento del vissuto, l'invecchiamento dei personaggi, che è percepito come perdita. La morte quindi è sentita come elemento ultimo di esistenza che prescinde da qualsiasi visione escatologica: essa muta il quadro di riferimento, la stabilità della struttura familiare, che anche dove presenta elementi di tensione e infelicità, costituisce in ogni caso la griglia di riferimento della protagonista. Meglio nascondere un trauma piuttosto che mutare l'esistenza familiare, la griglia, che dà sicurezza e possibilità di comprensione. Ogni elemento estraneo, l'arrivo di Sara per esempio, destabilizza, le due Katie arrivano ad odiarsi, mettono a nudo se stesse perchè sono l'io che si confronta con ciò che l'ha reso tale. Tale situazione finisce per provocare un cortocircuito, annullando il tempo. La consapevolezza che emerge è che in ogni caso il passato non si può cambiare: ulteriori comportamenti intercorsi grazie a questo curioso "viaggio nel tempo" non mutano di fatto il corso degli eventi e le loro risultanze psicologiche. Se si assume l'idea che il viaggio temporale di Katia altro non è che la metafora di un percorso conoscitivo di se stessa, si dovrà trarre la conclusione di una fondamentale sfiducia verso tale conoscenza. I traumi rimangono tali, e con essi bisogna imparare a convivere.


Recensione di Luca Benassi, redattore della rivista Noidonne



Prezzo di copertina: 12,50 €


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